10 febbraio - Giorno del Ricordo, per non dimenticare i martiri delle Foibe

Mercoledì 10 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo, istituito dal Parlamento italiano nel 2004, per commemorare i Martiri delle Foibe.

La Storia.
Ogni anno il 10 febbraio in Italia si rende omaggio alle decine di migliaia di italiani uccisi durante i massacri delle Foibe. Si tratta di eccidi perpetrati dai partigiani jugoslavi verso la fine della seconda guerra mondiale. La commemorazione del 10 febbraio è anche un’opportunità per rafforzare la coscienza e la conoscenza di una pagina di storia poco conosciuta.
Per oltre 60 anni è stato calato il velo su episodi storici di tremenda disumanità. I massacri delle Foibe si sono verificati principalmente in Friuli Venezia Giulia. La crescita del fascismo italiano nei primi anni del 1900 ha portato ad un’ondata di violenza nazionalistica diretta alle minoranze slovene e croate. Nel 1941, dopo l’annessione italiana delle regioni nord-occidentali della Croazia e della Slovenia, un movimento di resistenza jugoslavo ottenne sostegno sotto la guida autoritaria di Tito. Proprio quest’ultimo sarebbe poi diventato il primo presidente della Jugoslavia. Quando fu raggiunto un armistizio, due anni dopo, il gruppo partigiano assunse l’occupazione della regione di Trieste. Ed attuò una brutale repressione della popolazione italiana, considerata nemica del futuro stato comunista jugoslavo. Fu durante questo periodo che furono registrati i primi racconti di persone gettate nelle foibe.

Massacri delle Foibe.
In Italia ogni anno il 10 febbraio si ricordano i massacri delle foibe. L’uccisione di 15.000 uomini, donne e bambini uccisi dai comunisti jugoslavi verso la fine della seconda guerra mondiale per la sola ragione di essere italiano. Con questa commemorazione da diversi anni il Governo italiano prova ad attirare l’attenzione su un evento poco conosciuto. La sua commemorazione è avvenuta per la prima volta 60 anni dopo che furono attuati i massacri.

Il Parlamento osserva per questa giornata un minuto di silenzio. Per l’occasione si tiene anche una cerimonia militare nella città nord-orientale di Trieste. E’ qui che è stata commessa la maggior parte dei crimini. Volendo ricordare in breve cosa sono i massacri delle foibe, bisogna tornare tra gli anni 1943 e 1945. In quel periodo migliaia di italiani residenti a Trieste, a Gorizia e nella penisola istriana furono torturati, fucilati o spinti in veri e propri baratri da parte di comunisti jugoslavi. Quest’ultimi erano determinati a ripulire la popolazione italiana dalla Jugoslavia. Le vittime, spesso ancora in vita, venivano lasciate morire in queste fosse naturali profonde, che sono comunemente chiamate foibe.

Circa 300.000 italiani sono stati costretti a fuggire dalla zona nel 1947. Le stime sul numero di morti variano tra 6.000 e 15.000. Ma in realtà non esiste un numero preciso delle vittime, data la conformazione delle foibe che non consentono una semplice individuazione.

Che questo 10 febbraio - "Giornata del Ricordo" - possa essere un momento di riflessione e di promozione della pace e della collaborazione, fondate sul dialogo e l’amicizia tra i popoli.