Civico Museo Archeologico

La nascita, nel 1972, del Civico Museo Archeologico di Arsago Seprio, ospitato presso la scuola media statale, è in stretta connessione con una delle più eccezionali scoperte archeologiche del territorio arsaghese: la necropoli longobarda. Fu quell’episodio a spingere le autorità locali a progettare un museo dove conservare i preziosi reperti delle sepolture longobarde. Nel frattempo, Arsago Seprio divenne teatro di nuovi ritrovamenti, con le necropoli romane di Via Beltrami e Via Roma, che permisero di comprendere meglio la storia e l’evoluzione di questo vicus di epoca romana. A partire dal 1981 la Soprintendenza cominciò a depositare gli oggetti fino all’inaugurazione del Museo nel 1983. Un allagamento del febbraio 1991 ne causò la chiusura: seguirono anni di restauri, ampliamenti, fino alla riapertura definitiva nel 1998. Il Museo ospita attualmente la collezione archeologica, che copre un arco cronologico molto ampio, dall’Età del Bronzo al Rinascimento, e una collezione paleontologica, a cui è stata recentemente dedicata una sezione specifica.
Si compone di una parte esterna, che coincide con il portico, adibito a lapidario, e con il giardino, dove sono ancora visibili in situ le tombe longobarde scavate negli anni Settanta. Proprio la presenza della necropoli, l’unica conservata a vista in Italia, è un elemento di prestigio per il museo stesso. L’interno, invece, presenta tre sale dedicate alla collezione archeologica, una sala adibita a biblioteca specialistica e una sala dedicata alla sezione paleontologica.

Orari di Apertura:

Lunedì -chiuso
Martedì -chiuso
Mercoledì -chiuso
Giovedì -chiuso
Venerdì -chiuso
Sabato 14.30 - 18.30
Domenica 10.00 - 12.00 / 14.30 - 18.30

AVVISO: AVVIO LAVORI DI SOSTITUZIONE IMPIANTO DI ILLUMINAZIONE SALA 3
Causa sostituzione dell’impianto di illuminazione con faretti a LED delle vetrine della sala 3 del Museo, a partire da LUNEDI’ 13 NOVEMBRE 2017 e fino al termine dei lavori non si garantisce la visibilità dei reperti conservati nelle vetrine oggetto di manutenzione.

Restano aperte e visitabili le altre sale del Museo


* Aperture Straordinarie con orario domenicale: 25 Aprile, 1 Maggio, 2 giugno.
* Chiusure Straordinarie: 1 gennaio, Sabato e Domenica e Lunedì di Pasqua, dal 12 al 20 agosto e dal 23 al 31 dicembre 2017.
***Il Museo viene aperto in orari da concordare con l'ufficio cultura per singoli e gruppi, con o senza visita guidata.

Indirizzo:
Viale Vanoni, 20
21010 Arsago Seprio (VA)

Per informazioni e prenotazioni visite guidate singole e di gruppo:
Tel. 0331/299927 (Comune di Arsago Seprio - Ufficio Segreteria)
email: segreteria@comune.arsagoseprio.va.it

Il Lapidario

Museo lapidario ( ingrandisci )

Il portico in mattoni funge da lapidario del museo. 
Infatti è notevole il patrimonio epigrafico arsaghese, che apre interessanti orizzonti sulla vita quotidiana di età romana. Le iscrizioni conservate raccontano di un vicus dove l’elemento celtico mantenne una certa importanza (come suggerisce il nome MAXSA sulla lastra funeraria
appesa al muro del portico). Sono attestati i culti a Giove e Silvano (il dio dei boschi), i cui nomi compaiono sugli altari votivi. Alcune delle iscrizioni provengono dall’area della necropoli longobarda, dove furono riutilizzate come copertura delle sepolture, uso che trova confronti, ad esempio, nel cimitero longobardo di Trezzo sull’Adda.

La Necropoli Longobarda

Necropoli longobarda ( ingrandisci )

L’area musealizzata è posta di fronte all’ingresso del museo, in uno spazio chiuso da un cancello: sono visibili nove tombe della necropoli che, seppure scavata parzialmente, ha restituito 26 sepolture. Il sepolcreto è organizzato secondo la tradizione germanica: le strutture tombali, orientate E/W, sono disposte su righe con orientamento N/S, con nuclei isolati destinati a clan familiari. Questa disposizione trova numerosi confronti (Trezzo sull’Adda, Fara Olivana, Leno, Calvisano, Goito).

Varie sono le tipologie tombali attestate: struttura a muretti in pietre e ciottoli con copertura a lastre di pietra a doppio spiovente ribassato, struttura a cassa di tavelloni, ma anche sepolture in nuda terra.

Preistoria e Protostoria: sala I

Preistoria e Protostoria ( ingrandisci )

La prima sala del Museo è dedicata all’epoca preistorica e protostorica. Dopo una prima vetrina didattica, che espone ricostruzioni di oggetti di uso comune negli abitati palafitticoli neolitici (contenitori in argilla, falcetto in legno con lama in pietre scheggiate, freccia di arco), si susseguono materiali provenienti dall’area dei laghi varesini, pertinenti alla cultura della Lagozza e della Lagozzetta (la Lagozza di Besnate è infatti poco lontana da Arsago Seprio) sviluppatasi fra III e II millennio a.C.

Seguono i materiali, recentemente oggetto di studio, assegnati al Bronzo Finale (XII-X secolo a.C.), provenienti dall’abitato di Prati Lago, a Mezzana Superiore, frazione di Somma Lombardo. Al Protogolasecca (X secolo a.C.) si datano i materiali delle due sepolture a tumulo (Tumuli A e B) scoperte nella brughiera di Somma Lombardo. 
Chiude la parte protostorica una vetrina dedicata alla collezione Giani Krumm, proprietà del Comune di Somma Lombardo, che comprende vasi di epoca golasecchiana, periodo che, per ora, non trova ad Arsago Seprio importanti testimonianze.
Con l’ultima vetrina della sala, si passa all’epoca delle invasioni galliche in Italia. È la fase della cosiddetta cultura di La Tène, di matrice celtica, sviluppatasi in Europa dalla metà del V secolo a.C. e che prende il nome dal sito svizzero, dove per la prima volta fu attestata.
Degna di nota è la grande massa di armi rinvenute nella cosiddetta tomba 233 di Via Beltrami: in realtà non si tratta di una sepoltura, ma di una offerta a una divinità.

La Romanizzazione: sala II

La Romanizzazione ( ingrandisci )

La seconda sala ospita i materiali provenienti dalla necropoli di Via Roma, località S.Ambrogio, a sud dell’abitato, oggetto di indagine fra il 1986 e il 1995.
La necropoli, a cremazione indiretta, con sepolture in cassette di lastre litiche, si colloca cronologicamente fra il II secolo a.C. e la prima età augustea. 
Al centro della sala è stata posizionata la sepoltura 8/8bis, formata da due casse litiche affiancate, all’interno delle quali trova spazio il corredo: l’analisi sui resti ossei ha stabilito la pertinenza della tomba a due individui, un bambino e un anziano, morti probabilmente nella medesima circostanza. 
L’ultima vetrina conserva il corredo della cosiddetta “Tomba della signora”, pertinente ad una donna di ceto elevato, come dimostra la ricchezza del corredo: due coppe, sei balsamari in vetro soffiato e colorato, una moneta, una lucerna e soprattutto uno specchio, una fibula, lo stilo per scrivere e un anello con castone. 

Una necropoli di epoca imperiale: sala III, parte destra

Necropoli di epoca imperiale ( ingrandisci )

La terza sala del museo, sul lato destro, conserva i materiali provenienti dalla seconda grande necropoli di Arsago Seprio, quella di Via Beltrami, posta a nord dell’abitato. La necropoli si pone in diretta continuità cronologica e tipologica con quella di S.Ambrogio, segno che probabilmente la più antica venne abbandonata per esigenze urbanistiche, forse in seguito a un ingrandimento dell’abitato. In epoca imperiale, infatti, soprattutto fra I e II secolo d.C., il vicus (villaggio) di Arsago Seprio visse un momento di grande fioritura, data anche la sua posizione privilegiata su un diverticolo della Mediolanum-Verbanus, testimoniato indirettamente da tracce di una “certa” monumentalità, come i capitelli di età flavia reimpiegati nella Basilica di S. Vittore.

Un cimitero longobardo aristocratico: sala III, parte sinistra

Cimitero longobardo ( ingrandisci )

Nella sala III trovano spazio i corredi funerari delle sepolture presenti nel cortile del museo. I Longobardi giunsero in Italia nel 568 d.C. e, approfittando della rete stradale romana, si riversarono in tutto il Nord Italia. Un gruppo si stabilì ad Arsago Seprio e qui si fece seppellire. 
I materiali conservati lasciano ipotizzare un clan aristocratico, legato alla tradizione ma aperto agli influssi della cultura romano-cristiana, ben integrato nella corte regia. 
La ricchezza e il prestigio di questo gruppo sociale è testimoniato anche dai frammenti di broccato con fili lamellari in oro, forse pertinenti a casacche e vesti, così come le collane e i bracciali in pasta vitrea.
Alludono invece all’ambito religioso, le tre croci in lamina d’oro che erano poste sul velo funerario, forse segno dell’adesione dei Longobardi al cristianesimo
romano.

La ceramica del Rinascimento: sala III

Ceramica rinascimentale ( ingrandisci )

L’ultima vetrina della terza sala conserva una ricca serie di ceramiche rinascimentali, provenienti dall’area del Castello dei Visconti di Arsago Seprio e di Mezzana di Somma Lombardo. Si distinguono in particolar modo due tipologie, le graffite padane, ovvero ciotole e brocche smaltate e incise, e le invetriate marrone, cioè stoviglie rivestite.

La Collezione Paleontologica: i fossili

Sezione paleontologica ( ingrandisci )

Recentemente (2013) è stata inaugurata la sezione paleontologica del Museo di Arsago Seprio.
Nata come donazione privata, oggi la collezione occupa una sala del Museo.
Al centro della sala, in una vetrina, sono raccolti i fossili più antichi, risalenti a oltre 500 milioni di anni fa: i trilobiti, invertebrati di ambito esclusivamente marino, che devono il loro nome alla caratteristica morfologica più evidente, la partizione del loro corpo in tre lobi.
Segue poi una vetrina dedicata al giacimento fossilifero di Besano, in provincia di Varese, datato al Triassico Medio (circa 250 milioni di anni fa), con importanti esemplari di rettili marini e terrestri. 
Lungo le pareti sono presenti fossili provenienti da Solnhofen, in Germania e di Bolca, in Veneto. Solnhofen è una località della Baviera, sede di un sito fossilifero famoso anche per l’eccezionale stato di conservazione. 
A Bolca, in provincia di Verona, è stato individuato un primo giacimento fossilifero alla Pesciara, risalente all’Eocene Inferiore (circa 52 milioni di anni fa), ricco soprattutto di pesci (150 specie), ma anche di gasteropodi,
bivalvi e foramineri.
 

Tutti i testi sopra esposti sono stati riportati dalla pubblicazione:

IL CIVICO MUSEO ARCHEOLOGICO di ARSAGO SEPRIO:
QUANDO DAL MUSEO PASSA LA STORIA

BIBLIOGRAFIA: De Marinis R.C., Massa S., Pizzo M., “Alle origini di Varese e del suo territorio”. “Le collezioni del sistema archeologico provinciale”, (Biblioteca archeologica, 44), Roma, 2009; Miedico C., Pizzo M., “Guida ai Musei e ai Parchi Archeologici del Sistema Museale della Provincia di Varese”, Milano, 2010 - COORDInAMentO: Dott.ssa Paola Marina De Marchi - testI: Dott.ssa Manuela Mentasti - Pubblicazione 2014 - Fotografie: Dott.ssa Manuela Mentasti, Dott. Stefano tappa su concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del turismo - Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia.
È fatto divieto di riproduzione delle immagini senza autorizzazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia.
Si ringraziano tutti i collaboratori museali.
 

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